venerdì 24 dicembre 2010

Sui limiti dello sviluppo...

Dopo decenni di frenetico spreco, siamo entrati in una zona di turbolenza, in senso proprio e figurato. L'accelerazione delle catastrofi naturali -siccità, inondazioni, cicloni- è già in atto. Ai cambiamenti climatici si aggiungono le guerre per il petrolio (alle quali seguiranno quelle dell'acqua) e probabili pandemie, e si prevedono addirittura catastrofi di tipo biogenetico.
Ormai è noto a tutti che stiamo andando verso il collasso definitivo. Restano da calcolare solo la velocità con cui stiamo precipitando nel baratro e la velocità dello schianto.
[...]
E' inutile stilare la lista delle catastrofi ecologiche già in atto o preannunciate, lo scenario è fin troppo noto, il problema è che non riusciamo ad afferrarne la portata; la catastrofe è inimmaginabile fino a quando non si è realmente prodotta. Siamo anche perfettamente consapevoli di ciò che sarebbe necessario fare, ovvero cambiare orientamento, ma in pratica non facciamo nulla. "Guardiamo altrove", e intanto la casa continua a bruciare.

Serge Latouche - Cos'è la decrescita

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